• Stefano Belacchi

Perchè non possiamo far affidamento SOLO sulle App GPS

Negli ultimi giorni ho letto diverse notizie riguardanti persone disperse (per fortuna senza incidenti) che avevano affidato la loro escursione ad una applicazione GPS.

Oggi ho svolto uno dei tanti sopralluoghi che abitualmente ogni guida dovrebbe fare per garantire percorsi sicuri e verificati e, cosa che non faccio sempre, ho salvato la traccia con una applicazione apposita per smartphone.


Il sentiero in questione lo percorrevo per la prima volta, non avevo tracce scaricate e mi sono basato esclusivamente sulla lettura della carta topografica e sulla posizione data dal telefono.

In questo caso si trattava di un sentiero senza segnatura CAI ma da questo testo vorrei farvi capire come può esse facile perdersi anche sui sentieri segnati se ci affidiamo esclusivamente ad una applicazione.



La traccia che vi sottopongo è suddivisa in quattro segmenti di dettaglio per approfondire altrettanti aspetti critici.

Nel primo dettaglio si nota come abbia faticato un po' a trovare precisamente l'inizio del sentiero.


Inizialmente ho seguito delle pile di sassi che mi hanno portato sul margine di un versante molto ripido. Al suolo non c'era traccia di sentiero solo qualche segno di calpestio di animali.

Secondo il GPS ero comunque a monte del sentiero e ho quindi pensato che fosse pochi metri più giù, oltre uno sbalzo di arenaria. Proseguendo ho notato che per evitare di scendere sul versante ripido continuavo ad allontanarmi dal tratteggio nella mappa digitale ma ad un certo punto mi sono trovato ad intersecare il sentiero.

A questo punto sono tornato indietro per seguirlo fino al punto in cui si diramava dalla strada forestale e capire così dove fosse il reale imbocco.

Il paradosso è che quando l'ho percorso per la seconda volta, questa volta con la certezza di essere sul sentiero giusto, la traccia è risultata nuovamente discostata da quella di pochi istanti prima e sempre più a monte rispetto a dove, secondo la mappa digitale avrei dovuto essere.

Questo errore è dato dal fatto che il segnale di posizione sbaglia sempre di alcuni metri (in molti casi anche decine di metri) e, in caso di zone con poca visibilità come il bosco possiamo letteralmente passare a pochi passi dal sentiero seza accorgerci.

Nel secondo dettaglio vediamo come la forma della traccia sia molto simile a quella del sentiero anche se abbastanza discostata.

Questo è dovuto ad una ricezione imprecisa e alla pendenza del versante.

Più il pendio è ripido più in caso di segale impreciso rischiamo di risultare discostati dalla posizione reale al suolo.


Questo perchè l'approssimazione di anche pochi metri lineari "in pianta" se applicati ad un piano tridimensionale potrebbero significare comunque un dislivello e una distanza consistenti.

Nell'immagine ho tracciato due segmenti di uguale lunghezza in verde con i vertici in rosso (punto dove siamo) e giallo (punto rilevato). Come potete notare più il versante è ripido più è ampio l'errore.

Nel terzo dettaglioo ci troviamo alle prese con un problema comune per chi frequenta sentieri privi di segnatura: le diramazioni.

In questo caso un sentiero abbastanza evidente si diramava da quello che stavo seguendo prendendo una direzione conforme a quella dell sentiero in carta.

Memore dell'errore precedente ho deciso di seguirlo per verifica per poi rendermi conto che manteneva la stessa quota seguendo la montagna a mezza costa e non poteva quindi essere quello indicato dal tratteggio (che invece scende in maniera abbastanza decisa come si può desumere dalla lettura delle curve di livello).

Notiamo anche come successivamente si ripropone il problema di poco prima, traccia simile al sentiero ma discostata.

Nel quarto dettaglio vediamo invece come ci sia un cambio radicale nella precisione del segnale una volta oltrepassato il torrente e iniziata la risalita sull'altro versante. Evidentemente questa nuova posizione garantiva una migliore recezione.



Tutto questo per dire che affidarsi esclusivamente ad una App è una imprudenza grave, anche escludendo i problemi di base (batterie scariche, incidenti al telefono) il segnale sarà sempre influenzato dagli ostacoli orografici e la sua interpretazione non è sempre facile.

Per questo occorre partire per tempo, mettere in conto delle deviazioni e delle pause, fare i sopralluoghi e ovviamente, saper leggere una carta topografica senza esitazioni.

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Stefano Belacchi,

Guida Ambientale Escursionistica (GAE) Associato Aigae.

Iscritto al Registro Italiano delle GAE al N° ER440.

Esercita la professione ai sensi della L.4/2013

P. IVA 04215960404