• Stefano Belacchi

Perchè abbiamo bisogno delle Foreste Vetuste


Traduzione dell'articolo apparso sul sito di Europarc il 8/4/20 clicca qui per l'originale.


A causa di secoli di disboscamento, raccolta di legna da ardere e allevamento, le foreste dell'area del Mediterraneo, e in gran parte del resto d'Europa, sono oggi principalmente costituite da boschi giovani e uniformi. I caratteri tipici delle foreste mature sono molto rari se non praticamente assenti.


La conseguenza è che l'80% degli habitat forestali di interesse comunitario sono attualmente in cattive condizioni di conservazione e la situazione nell'area del Mediterraneo è più preoccupante se consideriamo la sua lunga storia di usi e l'estrema vulnerabilità agli effetti dei cambiamenti climatici.

"Le uniche zone mature sono quei frammenti di foresta che non sono stati toccati dall'intervento umano, seguendo il loro processo di evoluzione naturale."


Le foreste che raggiungono l'età matura acquisiscono caratteristiche uniche durante il processo di invecchiamento:


Alberi molto grandi e molto vecchi che offrono riparo a centinaia di specie di funghi e licheni, nonché uccelli, pipistrelli e insetti.




Buchi nella copertura forestale causati da eventi minori (come il crollo di grandi alberi) che consentono la rigenerazione.






Legno morto, secco in piedi o steso al suolo che crea nuovi habitat per una moltitudine di specie specializzate nella degradazione del legno.




Alberi di diversa età, dimensione e specie a formare un ecosistema pià vario e complesso e capace di resistere meglio alle alterazioni dovute ai cambiamenti climatici.


Se vuoi approfondire le caratteristiche delle foreste vetuste leggi le FAQ preparate dal progetto LIFE Red Bosques (in inglese e spagnolo).



Il ciclo infinito di una foresta - Come si formano le zone mature.


La durata della vita di una foresta può essere vista come un ciclo senza fine dall'insediamento delle prime piantine, la loro successiva crescita e la volta che si chiude gradualmente, fino alla morte e al crollo degli alberi più vecchi che apre spazi vuoti nei quali tutto può ricominciare da capo.

L'intero ciclo può richiedere diversi secoli e subire alterazioni a causa di incendi boschivi o altri gravi disturbi.

La silvicoltura interrompe deliberatamente il ciclo al fine di mantenenere le foreste nelle sue fasi più giovanili.



Un nuovo approccio di gestione forestale è necessario.


Per migliorare le condizioni di maturità, è necessario un nuovo approccio di gestione forestale, orientato alla conservazione. Le nuove strategie di gestione dovrebbero dare priorità alla protezione dei boschi maturi e alla diffusione delle caratteristiche di maturità più scarse o attualmente inesistenti (come la presenza di legno morto, la disetaneità, la diversità delle specie, ecc.).

In altri tipi di foreste, orientate alla produzione piuttosto che alla biodiversità, la silvicoltura può anche essere utilizzata per aumentare la maturità delle foreste, in modo che l'utilizzo delle risorse forestali possa essere compatibile con livelli più elevati di biodiversità.



Una gestione preventiva di protezione è fortemente raccomandata in caso di alti livelli di maturità della foresta e scarsi o assenti usi del suolo.

In alcuni casi, delle azioni di gestione attiva dovrebbero essere dirette a emulare la natura ricreando eventi naturali come i fulmini e il forte vento al fine di provocare la caduta degli alberi e la rottura dei rami per creare detriti legnosi sul suolo.



Testo e immagini tratte da https://www.europarc.org/news/2020/04/why-do-we-need-old-growth-forests/?fbclid=IwAR2I_QqwUwLv3DHX6-YQUCsXhtateWYrYpK6C0BWIgRjChhCG3j3Kw8Xr3E Traduzione di Stefano Belacchi


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Stefano Belacchi,

Guida Ambientale Escursionistica (GAE) Associato Aigae.

Iscritto al Registro Italiano delle GAE al N° ER440.

Esercita la professione ai sensi della L.4/2013

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