• Stefano Belacchi

L'uso della bussola da carteggio/traguardo - parte 1

Per bussola da carteggio e traguardo si intende una bussola in plexiglass trasparente dotata di specchio apribile. Questo strumento è composto da varie parti mobili che è necessario descrivere per punti.

1. Il fondo trasparente. E' la struttura su cui sono montati gli altri pezzi, è tipicamente rettangolare e vi sono stampati sopra i righelli, la tacca di lettura e le tacche dell'asse centrale della bussola.

2. Il quadrante girevole. Si tratta di una capsula trasparente contornata da una ghiera graduata (in 360 gradi) con indicati i punti cardinali. Dentro alla capsula si trova un liquido nel quale è immerso l'ago magnetico e, in alcuni casi l'inclinometro. Ovviamente gira in ambo i sensi sul fondo trasparente. NB: Per una lettura ottimale non devono esserci bolle d'aria.

3. L'ago magnetico. Si trova all'interno del quadrante ed è solitamente contraddistinto da due diversi colori. La parte rossa o arancione indica il Nord magnetico. Si muove liberamente all'interno del quadrante ruotando su un perno centrale e indicando così il Nord magnetico.

4. Il reticolo del quadrante. In molti modelli è costituito da sole linee parallele e una freccia centrale. Nei modelli più completi ha anche una linea perpendicolare alle altre. E' stampato sul fondo del quadrante e ruota con esso. La freccia centrale corrisponde allo 0 (e quindi al Nord) sui gradi indicati sul bordo del quadrante.

5. La tacca centrale di lettura e le tacche dell'asse centrale. Le due tacche poste in corrispondenza del quadrante servono ad indicare i due punti di lettura di Azimut e Controazimut. Le altre tacche sulla stessa linea definiscono l'asse centrale della bussola e sono solitamente utilizzate per inquadrare i punti lontani dei quali vogliamo rilevare l'azimut.

6. Lo specchio. Ci occorre per poter leggere il quadrante mentre inquadriamo un punto in una tacca (solitamente si usa quella a finestra sulla parte bassa dello specchio per i punti situati ad una quota più bassa della nostra e quella sulla parte superiore dello specchio per i punti situati ad una quota superiore a noi). Si può inclinare verso il quadrante fino a richiudersi su di esso.


Definizioni

Direzione di marcia. La direzione nella quale si tiene la bussola ovvero nella direzione dell'asse centrale con lo specchio in avanti e il cordino verso di noi. La bussola si usa sempre in posizione parallela al suolo.

Azimut. L’angolo che una direzione forma con un’altra direzione presa come riferimento (di norma è quella del nord geografico)


NB: nella pratica è molto importante capire che il fondo, l'ago magnetico e il quadrante si possono muovere indipendentemente l'uno dall'altro.



Una volta comprese le varie parti della bussola e la corretta terminologia passiamo all'uso.


Orientare una carta topografica

Tra gli utilizzi di base della bussola c'è sicuramente l'orientamento della carta.

Orientare una carta significa ruotarla fino a quando il nord indicato sulla mappa coincide con il nord indicato dalla bussola.

Nella pratica:

  1. Impostiamo il quadrante della bussola in posizione di partenza ovvero con il N in corrispondenza della tacca di lettura.

  2. Apriamo la carta e teniamola parallela al terreno.

  3. Posizioniamo la bussola sulla carta facendo coincidere un bordo lungo della bussola con una linea verticale del reticolo chilometrico.

  4. Mantenendo unite in questa posizione la carta e la bussola ruotiamole fino a quando l'ago magnetico non coincide con la freccia rossa sul reticolo del fondo della bussola.

Identificare il nord (magnetico)

Altro uso comune della bussola è quello di identificare la posizione del nord magnetico nel paesaggio. Per farlo è sufficiente indirizzarsi verso la direzione segnata dall'ago magnetico ma per farlo in maniera corretta sarebbe meglio seguire questa procedura.

  1. Impostiamo il quadrante della bussola in posizione di partenza ovvero con il N in corrispondenza della tacca di lettura.

  2. Ruotiamo, con la bussola in mano e parallela al terreno, fino a quando l'ago magnetico e la freccia rossa sul fondo del quadrante coincidono.

Questa operazione ci prepara il terreno per un uso più avanzato che illustrerò qui a seguito.


Traguardare un punto notevole ovvero rilevare un azimut

Questa operazione ci permette di rilevare l'ampiezza dell'angolo tra due rette incidenti. La prima retta è quella che va da noi al punto che vogliamo traguardare, la seconda è quella che va da noi al nord magnetico. Il punto notevole deve essere evidente sul paesaggio e avere delle caratteristiche identificabili.


  1. Inquadriamo in una delle due tacche dello specchio il punto da traguardare mantenendo il fondo della bussola parallelo al suolo. (Useremo la tacca superiore per i punti situati ad una quota maggiore di quella in cui ci troviamo noi e la finestrella inferiore per quelli situati ad una quota simile o più bassa di noi)

  2. Successivamente incliniamo lo specchio in modo da permetterci di leggere il quadrante, sempre mantenendo nel "mirino" il punto.

  3. Infine, mantenendo la posizione, ruotiamo il quadrante fino a far combaciare la freccia centrale del reticolo (e di conseguenza lo 0 sulla ghiera del quadrante) con l'ago magnetico.

  4. Una volta completata l'operazione andiamo a leggere i gradi indicati nella tacca di lettura.

In questa operazione è fondamentale che, nel momento in cui ruotiamo il quadrante per far combaciare il reticolo dello stesso con l'ago magnetico, il punto da traguardare sia ben fermo sulla tacca superiore dello specchio o nella finestrella inferiore.


Identificare un punto notevole (se presente sulla mappa)

Se conosciamo la nostra posizione sulla mappa, una volta individuato l'azimut del punto che vogliamo identificare possiamo riportarlo in carta per delineare una linea retta che collega la nostra posizione a quel punto. Sapremo che si trova su quella linea (o nelle sue vicinanze data l'inevitabile approssimazione) ma non sapremo a quale distanza con certezza. Per capire quindi quale sia sulla mappa il nostro punto notevole occorre saper stimare la distanza a occhio e osservare le caratteristiche orografiche cercandone riferimenti in carta.

Per riportare in carta un azimut (in assenza di un goniometro) possiamo utilizzare la stessa bussola come se lo fosse.

  1. Impostare sul quadrante della bussola l'azimut rilevato (se lo abbiamo appena rilevato basta ricordarsi di non muovere più il quadrante girevole).

  2. Posizionare il centro della bussola in corrispondenza della nostra posizione sulla mappa.

  3. Ruotare la bussola (non il quadrante!) fino a quando il reticolo sul fondo del quadrante non è parallelo alle linee Nord Sud del reticolo chilometrico della mappa.

  4. Identificare la linea che partendo dal centro della bussola passa per le tacche di lettura. Il nostro punto si troverà lungo quella retta (o nelle vicinanze)

Possiamo anche utilizzare la procedura inversa con identico risultato:

  1. Appuntarsi o memorizzare il valore in gradi dell'azimut rilevato

  2. Posizionare il centro della bussola in corrispondenza della nostra posizione sulla mappa.

  3. Allineare il reticolo sul fondo del quadrante al reticolo chilometrico della mappa.

  4. Ruotare la bussola (mantenendo il quadrante fisso in questa posizione) fino a quando la tacca di lettura coincide con il valore dell'azimut sul quadrante graduato.

Identificare la propria posizione sulla mappa

Ultimo e più complesso esercizio è quello di identificare sulla mappa la nostra posizione partendo da due o tre punti conosciuti. (A seguito un video esplicativo.)

Per farlo abbiamo bisogno di avere almeno due punti (meglio tre) con le seguenti caratteristiche:

  • Devono essere conosciuti, devo sapere come si chiamano e dove si trovano.

  • Devono essere presenti sulla mappa

  • Devono essere sufficientemente angolati (non possono essere nella stessa direzione).

  • Se sono tre avrò una accuratezza maggiore.

Il concetto di fondo che utilizzeremo è sempre quello dell'azimut e le tecniche sono le stesse illustrate sopra. Dobbiamo però necessariamente aggiungere una definizione anche se molto semplice: il controazimut.

Il controazimut altro non è che il valore opposto a quello rilevato sull'angolo giro. (es. il controazimut di 360 è 180).

  1. Rileviamo l'azimut del primo punto conosciuto che chiameremo d'ora in poi P1

  2. Troviamo in carta il punto P1

  3. Calcoliamo il controazimut di P1

  4. Tracciamo una linea da P1 sul valore del controazimut rilevato.

  5. Ripetiamo l'operazione con gli altri due punti.

A questo punto avremo tre linee che convergono verso una zona e formeranno un triangolo (è praticamente impossibile avere un'accuratezza tale da ottenere un solo punto di intersezione).



Un esempio pratico.

Ipotizziamo di essere nei pressi di un rudere che non sappiamo identificare in una valle che un po' conosciamo. Da quel punto possiamo osservare due cime che con l'ausilio della mappa riusciamo a identificare e i ruderi di un castello su una cima del versante opposto.

Una volta ricavati i controazimut dei tre punti tracciamo le linee e otteniamo il triangolo. La nostra posizione all'interno del triangolo è chiaramente indicata dai dettagli della cartina (il rudere). NB: è solo un esempio, dal punto in questione non credo siano visibili tutti e tre quelle cime!



Se volete ritornare su qualche concetto di base della cartografia potete rileggere il post precedente qui.



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Stefano Belacchi,

Guida Ambientale Escursionistica (GAE) Associato Aigae.

Iscritto al Registro Italiano delle GAE al N° ER440.

Esercita la professione ai sensi della L.4/2013

P. IVA 04215960404