• Stefano Belacchi

Frutta secca e noci per l'escursionismo


Durante la pratica escursionistica mi capita spesso di osservare cosa scelgono come cibo le persone che accompagno. Moltissimi provvedono al fabbisogno calorico seguendo la tradizione del panino con l'affettato, altri si portano cibi pronti da casa (insalate, pasta fredda, riso, ecc) e solo pochi utilizzano cibi energetici a rapido assorbimento come frutta secca, noci e barrette.

Quando si svolge un'attività fisica prolungata come l'escursionismo dovrebbe essere prioritario non sovraccaricare il nostro sistema digerente con alimenti pesanti e poco assimilabili. Posto che già dalla sera precedente si sarebbe dovuto pensare all'escursione del giorno successivo e concedersi quindi un abbondante pasto a base di carboidrati, durante l'uscita l'ideale sarebbe dare al nostro corpo energia immediatamente disponibile come gli zuccheri. Semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, ecc) e frutta essiccata (datteri, fichi, albicocche, prugne, uvetta, ecc) sono l'ideale. C'è però da considerare che non a tutti questi alimenti garantiscono quel senso di sazietà e appagamento che siamo soliti aspettarci al termine di un pasto, in questo caso il suggerimento è di integrare con del pane e cioccolata o con dei biscotti secchi. Sarebbe anche una scelta saggia quella di non concentrare il pasto in un unico momento ma di dilazionarlo in tante piccole soste. Anche per questo la frutta secca, le noci e le barrette sono molto funzionali. Si possono tenere poche piccole cose in tasca e attingervi ogni qual volta ci si ferma garantendo al nostro corpo un costante "pieno di benzina" senza impegnarlo troppo nella digestione.

Nel vastissimo mondo delle barrette mi sento di suggerire le CLIF. Sono estremamente gustose, abbondanti e per di più vegan!

Quando si termina l'escursione è però il momento di reintegrare tutto quello che non ci siamo concessi prima quindi ben venga un lauto pasto caldo con la giusta quantità di verdure, carboidrati, proteine e grassi (il giusto). Ricordando però che l'escursionismo di per sé non fa dimagrire e che quindi una dieta equilibrata e proporzionata alle calorie spese deve essere pratica quotidiana.


Le escursioni però spesso necessitano, per questioni logistiche o anche solo per abitudine dei camminatori, di una lunga pausa nel momento centrale del percorso. In questo caso, per chi preferisse fare il classico pasto unico da escursione, andrebbero preferiti cibi magri al classico pane con l'affettato. Meglio una pasta fredda, un riso con verdure o legumi o un'insalata con del pane.


Consideriamo anche che durante lo sforzo prolungato, a molte persone, il senso di fame viene inibito e di conseguenza l'appetibilità dei cibi. Per questo dico sempre che l'importante è mangiare qualcosa, avendo cura di pensare ad alimenti sfiziosi che ci facciano venire voglia per non rischiare di essersi portati il cibo perfetto che poi però non ci va di mangiare.


Prepararsi il cibo a casa ci aiuta anche a fare in modo di ridurre gli imballaggi e di conseguenza i rifiuti. Meglio avvolgere l'eventuale panino in abbondante carta assorbente e poi riporlo in un sacchetto (o meglio ancora in un contenitore rigido) invece di usare materiali meno ecologici come alluminio o plastica. Se vi portate qualcosa di preparato (insalate, pasta, hummus, riso, ecc) meglio un contenitore lavabile e riutilizzabile e cucchiai e forchette in plastica rigida o in metallo. Personalmente lascio sempre nello zaino una coppia di bacchette di bamboo e un piatto di silicone pieghevole per tutte quelle volte in cui mi dimentico le posate o qualcuno mi offre un assaggio e non voglio usare stoviglie usa e getta. Quindi, approfittate della frutta secca natalizia e fate scorta per le prossime escursioni!

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Stefano Belacchi,

Guida Ambientale Escursionistica (GAE) Associato Aigae.

Iscritto al Registro Italiano delle GAE al N° ER440.

Esercita la professione ai sensi della L.4/2013

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