• Stefano Belacchi

Come ci si veste per le escursioni invernali?


L'abbigliamento invernale per l'escursionismo necessita di particolare attenzione. Il vento freddo, la neve o anche solo le basse temperture possono infatti crearci disagi o problemi anche gravi se non fossimo correttamente equipaggiati. In questo articolo tratteremo solo di abbigliamento, tralasciando per il momento il resto dell'attrezzatura che approfondiremo poi in seguito.

Partiremo con una spiegazione tecnica riguardo alla funzione dei vari strati di indumenti che indossiamo, se vuoi saltare questa parte scorri fino alla fine della pagina dove trovi la lista degli indumenti da indossare e da avere nello zaino durante un'escursione invernale.

Gli strati

Tipicamente si intende con l'espressione "vestirsi a strati" la sovrapposizione più o meno casuale di indumenti caldi ma si tratta di un errore non trascurabile. Con "strati" si intendono infatti le diverse funzioni che ogni "livello" deve assolvere. Ogni strato può anche essere composto da più indumenti. Primo Strato: Traspirabilità. Gli indumenti che indossiamo a contatto con la pelle costituiscono il primo strato. Il loro compito è quello di allontanare il sudore dal corpo e trasferirlo agli strati successivi senza trattenere umidità. Si intende come primo strato l'intimo, le magliette, le calzamaglie, ecc. Non devono essere caldi o imbottiti ma solo traspiranti. Per questo non è consigliabile usare il cotone che ha un altissimo potere assorbente. Meglio i tessuti sintetici tecnici, veloci da asciugare, leggeri e, appunto, traspiranti. Nella foto vedete al numero 8 una maglietta a maniche corte. Evito il collo alto preferendo le magliette a V o a girocollo per evitare un eccessivo contatto che farebbe ulteriormente sudare. Secondo Strato: Isolamento termico. Sopra agli indumenti a contatto con la pelle indossiamo capi che mantengono la nostra tempertura corporea. Una certa capacità di traspirazione è anche qui importantissima. Si indossano tipicamente pile di vario genere in materiali sintetici o lana. Il vantaggio dei pile è la loro poca capacità assorbente e di conseguenza una maggiore traspirabilità. La struttura del tessuto è abbastanza importante. I capi felpati sono più caldi e spesso molto confortevoli (in foto vedete un pile di questo tipo al numero 9) ma vanno anche molto bene i pile a costine o a quadratini in rilievo. Questi indumenti intrappolano l'aria negli spazi vuoti (tra le costine o tra i quadrati) garantendo un ottimo isolamento. E' molto importante che abbiano il collo alto e una cerniera, almeno parziale, per poter regolare meglio la temperatura senza doverlo continuamente togliere o mettere. Fanno parte del secondo strato anche i capi imbottiti come i piumini, i trapuntati e i primaloft. Un ottimo esempio di secondo strato imbottito è la giacca al numero 6, un Primaloft Salewa che uso tipicamente come giacca non impermeabile. La protezione del torace è molto importante e si consiglia quindi di modulare l'isolamento con più di un capo. Meglio due pile più sottili di uno solo molto pesante.

Gli scaldacollo sono importanti per proteggere l'area tra le spalle e la gola che è responsabile di gran parte della nostra dispersione termica. Ne ho inseriti di due tipi nella foto (numero 1): uno più leggero, buono per tutte le stagioni e uno in pile a costine per l'inverno. Nei momenti più freddi li indosso entrambi tenendo quello leggero sotto alla giacca e quello più grosso sopra.


La berretta (numero 2) è fondamentale durante l'inverno ma molto importante averla nello zaino anche nelle altre stagioni. La testa è la principale zona di dispersione del calore e va quindi coperta per prima in caso di tempo freddo o rischio ipotermia. Una buona berretta deve soprattutto essere comoda. Non deve stringere troppo sulla fronte o sulle orecchie e deve essere di un materiale morbido e confortevole.


I guanti (numero 3) sono anch'essi indispensabili soprattutto in caso di neve o vento (condizioni praticamente costanti in montagna in inverno). Anche in questo caso il mio suggerimento è di averne sempre un paio nello zaino in quasiasi stagione. Personalmente ne uso di due tipi: i cosiddetti sottoguanti, leggeri e comodi che lasciano alle mani ampia possibilità di muoversi e di manipolare oggetti (oggi quasi tutti i modelli hanno le dita ricoperte di una gomma che permette di usare lo smartphone) e le moffole. Le moffole sono senza ombra di dubbio il tipo di guanti più caldo, avere tutte le dita insieme permette di mantenerne la temperatura in modo straordinario. Alcuni modelli (come quello in foto) hanno la possibilità di "scoperchiare" le dita senza dover sfilare il guanto, per poter usare agevolmente le mani in pochi istanti.


Calzettoni (numero 4). In inverno si indossano calzettoni lunghi e caldi. Ci sono vari materiali che garantiscono una buona termicità. Attenzione però alle cuciture. Un buon paio di calze da trekking non devono avere cuciture soprattutto sulla punta, potrebbero causare vesciche o fastidio una volta indossati gli scarponi. Alcuni suggeriscono di indossare delle calze leggere e morbide come primo strato e sopra di esse dei calzettoni più resistenti. Personalmente ne uso un solo paio.


Pantaloni (numero 7). Se nelle altre stagioni il tipo di pantaloni indossati è un elemento secondario del nostro abbigliamento, in inverno anche questo capo necessita di alcune attenzioni. In primo luogo non devono essere in cotone o in altri tessuti assorbenti. Basterebbe poca neve per bagnare la parte superiore al ginocchio o il fondo e crearci non poco disagio. Quelli che ho inserito in foto sono molto comodi e caldi. L'interno è rivestito in pile leggero e il tessuto sintetico esterno è notevolmente idrorepellente pur mantenendo una discreta traspirabilità. Hanno inoltre, dallo stinco in giù, delle comode ghette interne. Ad oggi un discreto paio di pantaloni invernali da escursionismo si può trovare già a partire da un'ottantina di Euro. Tra i marchi di media fascia mi sono trovato molto bene con Colvet (in foto) e Red Elk.


Terzo Strato: antivento e antipioggia. Fanno parte di questo strato tutti quegli indumenti dall'uso specifico che indossiamo solo in condizioni metereologiche particolari. Per la pioggia l'unico modo di proteggersi adeguatamente durante l'escursione è indossare un guscio in Gore-Tex. Per il vento ci sono diversi indumenti che assolvono abbastanza bene alla funzione protettiva anche se la membrana Windstopper è senza dubbio la tecnologia più efficiente. Nella foto (numero 5) vedete un pro-shell Salewa in Gore-Tex. Il costo di queste giacche è abbastanza alto (difficilmente si può acquistare un guscio di buona qualità spendendo meno di 180-200€ e quelli di fascia alta arrivano facilmente a 350€). L'importante è comprendere che la giacca non ha la funzione di tenerci caldi ma quella di proteggerci dagli elementi esterni (pioggia e vento). Il Gore-Tex è delicato e, siccome costa caro, va usato solo quando serve. Personalmente indosso questa giacca solo in caso di vento forte o pioggia. Per il resto del tempo la ripongo dentro una busta protettiva nello zaino.


Quindi cosa mi metto?

  • Intimo traspirante e maglietta non in cotone.

  • Calzettoni lunghi e comodi senza cuciture (da trekking)

  • Pantaloni caldi da escursionismo o da sci (in questo caso c'è il rischio di avere caldo!)

  • Uno o più pile leggeri più uno di riserva nello zaino

  • Giacca antivento

  • Scaldacollo o sciarpa

  • Berretta

  • Guanti

  • Giacca anti-pioggia (nello zaino)

  • Un cambio completo da lasciare in auto comprensivo di calze e pantaloni.


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Stefano Belacchi,

Guida Ambientale Escursionistica (GAE) Associato Aigae.

Iscritto al Registro Italiano delle GAE al N° ER440.

Esercita la professione ai sensi della L.4/2013

P. IVA 04215960404