• Stefano Belacchi

Colori autunnali (fall foliage) nel Parco delle Foreste Casentinesi - Istruzioni per l'uso!

Anche questa stagione di cosiddetto fall foliage (termine inglese per indicare la colorazione autunnale delle chiome fall=autunno + foliage=fogliame, chioma) volge a conclusione e anche quest'anno ho fatto del mio meglio per proporre un ciclo di escursioni dedicato a questo straordinario fenomeno naturale.


Perchè le foglie cambiano colore in autunno?

Ogni anno, al calare dell'irraggiamento solare cala progressivamente la quantità di clorofilla presente nelle foglie e questo rivela i pigmenti giallo-arancio prima sovrastati dal verde della clorofilla.


Ma qual è la zona più suggestiva per osservare il foliage autunnale nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi?

Questa domanda, apparentemente banale, necessita però di una risposta abbastanza approfondita, anche perchè il luogo e il momento ottimale (al fine di osservare una porzione di foresta esteticamente perfetta) sono influenzati da numerosi fattori.

Bosco dell Verna intorno al 20 ottobre

1. la composizione del bosco. Il mondo è bello perchè è vario! Un detto valido in moltissimi contesti ma sicuramente perfetto per descrivere quello di cui vi voglio parlare! Il concetto di fondo è che un bosco composto da più specie diverse di alberi sarà anche più misto come colorazione e questo ci offrirà un effetto estetico sorprendente. Bisogna quindi saper distinguere alcune piante chiave e sapere in quale ecosistema vivono.


L'albero più importante per questo discorso è sicuramente il faggio. Sono i faggi infatti quelli che fanno già da soli da sfondo multicolore. Sullo stesso albero, specie se protetto dal vento, possono coesistere per alcuni giorni foglie di diverso colore: alcune ancora completamente verdi, altre giallo acceso e altre ancora già arancio ruggine.

Nel nostro territorio, se saliamo ad una quota superiore ai 1000m i faggi sono quasi sempre l'essenza prevalente e non avremo quindi difficoltà a trovarli.


Sullo sfondo dei faggi però occorre qualche stacco di colore! per offrire questo effetto l'ideale sono quelle zone di fascia medio alta dove le uniche altre essenze sono l'abete bianco e gli aceri. L'abete bianco, essendo una pianta sempreverde ci garantisce delle gradevoli macchie verde scuro che spezzano la continuità della faggeta. Gli aceri, si colorano con toni dal giallo tenue (acero montano) ad arancione acceso (acero riccio e acero opalo, quest'ultimo virando poi al rosso viola).


Alle quote più basse troveremo invece una prevalenza di carpini e querce (che non offrono colori altrettanto brillanti) intervallati da acero campestre, acero opalo e frassini. In particolare il frassino minore, anche detto orniello, assume sul finire dell'autunno toni viola molto suggestivi.


Una menzione a parte la merita il ciliegio. Lo troviamo quasi a tutte le altitudini e per alcuni giorni le sue foglie si caricano di un rosso acceso molto affascinante.

Faggeta di Badia Prataglia intorno al 20 ottobre

2. La fascia altitudinale. Ovviamente i colori si modificano progressivamente in base alla quota in cui vegeta la foresta.

Già alla fine di settembre, nella parte più alta del Parco, si intravedono i primi mutamenti. Sto parlando però della sola area di crinale, tra i 1300 e i 1658m In questa fascia abbiamo boschi composti quasi esclusivamente da faggi e quindi si perde un po' quell'effetto misto al quale si accennava prima.

Queste zone sono peraltro le più esposte al vento e agli altri agenti atmosferici e quindi la permanenza delle foglie sugli alberi è sensibilmente più breve.

Queste due foto sono scattate in faggeta a quote abbastanza elevate ma riparate. Siamo intorno ai 1200-1300m, la prima è circa del 10 ottobre, la seconda del 15 ottobre.


Basta scendere di poco però perchè le condizioni cambino radicalmente. E' difficile dare un valore altimetrico standard, ma il diverso comportamento del fogliame è dato in tutte quelle zone, anche alte, più riparate oppure in quella fascia subito sottostante alle cime dove il bosco non è così esposto agli eventi atmosferici. In queste zone il cambio di colore è più graduale e leggermente più tardivo. Generalemente la seconda settimana di ottobre è un buon momento ma il periodo può durare anche oltre la terza.


Proseguendo nel nostro ideale cammino verso valle raggiungiamo la quota perfetta per l'osservazione di questo fenomeno. E' infatti tra i 900 e i 1200m che a mio parere si verificano le migliori condizioni possibili. A questa quota abbiamo le foreste più antiche, la maggior varietà di essenze e versanti meno esposti alle intemperie.

E' una quota alla quale il faggio è ancora prevalente ma iniziano a comparire in maniera abbastanza evidente aceri ed abeti. Sul versante romagnolo le vallate ripide e impervie proteggono alberi secolari e uno straordinario sottobosco.

Il momento ottimale per osservare i colori in questa fascia è solitamente tra la seconda e la terza settimana di ottobre ma può protrarsi fino anche alla quarta. Ovviamente tra 1200m di quota e 900m c'è parecchia differenza quindi su un escursione ad anello che attraversi completamente questa fascia altimetrica avremo senz'altro ottimi scorci sia nella seconda che nella terza decade di ottobre.

Nella prima foto vediamo un bosco a quota 700-800m circa, sullo sfondo vedete che alle quote più basse i colori sono ancora tipicamente estivi. Nella seconda foto un bosco a quota 900-1000m con la parte alta sullo sfondo che invece è già completamente senza foglie.

Le due foto sono scattate in anni diversi ma entrambe il 22 ottobre.


Alle quote più basse invece (tra i 400 e i 900m) viene a meno la predominanza del faggio e quindi la nostra ricerca dello scorcio perfetto si fa più complicata. E' altresì vero però che il periodo si dilata di molto, proseguendo fino alla fine di novembre e abbiamo quindi più tempo per verificare a quale quota siano i colori migliori giorno dopo giorno. Il bosco di querce e carpini è gradevole soprattutto dove viene intervallato da aceri e ciliegi. Osserviamo da lontano il versante alla ricerca di macchie accese di colore arancione. Se poi ci addentriamo nelle zone più ombrose e riparate potremmo trovare delle zone con gruppetti di faggio che ci riportano indietro di un paio di settimane!

Due porzioni di faggeta a quote basse. La prima foto è stata scattata nella prima settimana di novembre a circa 550m, la seconda pochi giorni dopo a 700m ma in una zona particolarmente riparata.


3. La luce. Non basta essere nel posto giusto al momento giusto, la migliore suggestione è data dalla luce che in quel preciso momento si diffonde nella foresta. Non serve essere fotografi provetti per osservare che le luci più intense le abbiamo nelle prime ore del mattino e al calare del sole, il progressivo accorciarsi delle giornate viene però in nostro soccorso! Le albe saranno sempre più tardive e i tramonti sempre più precoci.

Nella seconda metà di ottobre c'è anche il passaggio all'ora solare che ci aiuta nell'avere la luce del tramonto già a metà pomeriggio.

Ricordate che in montagna il sole cala prima e quindi la luce potrebbe essere radente già nel primo pomeriggio. Una luce molto calda, tipica delle ore pomeridiane di inizio autunno, rende i colori molto più caldi.

Anche la nebbia gioca un ruolo determinante. Non si può dire di aver visitato le nostre foreste finchè non si fa una passeggiata autunnale avvolti dalla nebbia! Se poi abbiamo la fortuna che questa inizi a diradarsi permettendo alcuni minuti di transizione con sole e foschia in contemporanea abbiamo le condizioni migliori in assoluto!

Queste foto sono tutte scattate in un momento precoce per la colorazione autunnale, siamo nella prima settimana di ottobre tra i 1200 e i 1300m. La nebbia e il sole filtrante hanno però creato condizioni ottimali per risaltare i colori e l'aspetto della foresta.

Concludendo...

Se volete pianificare un soggiorno nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi con lo scopo di osservare i colori autunnali il mio suggerimento è di concentrarvi sul periodo che va dal 10 al 25 ottobre. Cercate alloggio a Campigna (FC) o a Badia Prataglia (AR) e in entrambe le località potrete godere di ottimi scorci e meravigliosi percorsi. Ovviamente se volete prenotare una mia escursione non dovete far altro che dare un'occhiata al calendario qui. In quel periodo ho sempre percorsi dedicati a questo fenomeno. Se vi interessa un'uscita mirata, magari fotografica per singoli o gruppi privati scrivetemi una mail a info@quota900.com

Se però non potete venire in quel periodo non disperate!

Anticipando di una settimana è già possibile trovare il foliage nelle zone più alte, contattatemi anche solo per informazioni!

Dopo la terza settimana di ottobre dovrete invece puntare alle quote più basse e anche qui serve un po' di conoscenza del luogo per pianificare un itinerario a questo tema.

Non dimenticate la macchina fotografica!

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Stefano Belacchi,

Guida Ambientale Escursionistica (GAE) Associato Aigae.

Iscritto al Registro Italiano delle GAE al N° ER440.

Esercita la professione ai sensi della L.4/2013

P. IVA 04215960404