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Stefano Belacchi,

Guida Ambientale Escursionistica (GAE) Associato Aigae.

Iscritto al Registro Italiano delle GAE al N° ER440.

Esercita la professione ai sensi della L.4/2013

P. IVA 04215960404

IL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI MONTE FALTERONA E CAMPIGNA

IL CRINALE
LA RISERVA BIOGENETICA DI CAMPIGNA
RIDRACOLI, PIETRAPAZZA E SAN PAOLO
LA FORESTA DELLA LAMA
LA VAL DI CELLE E LA VALLE DEL RABBI
LE FAGGETE DI BADIA PRATAGLIA
IL SANTUARIO DELLA VERNA
L'EREMO DI CAMALDOLI
L'ACQUACHETA E LA VALLE DEL TRAMAZZO
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LA NATURA

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ricopre un'area di oltre 36000 ettari equamente distribuiti tra la Toscana e l'Emilia-Romagna.

La sua caratteristica peculiare sono le antichissime foreste che lo ricoprono per oltre il 70% della superficie.

Nel cuore dell'area protetta si trova la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la più estesa faggeta vetusta d'Italia entrata a far parte dale 2017 del Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

L'altissima biodiversità degli ecosistemi forestali del Parco rende questo territorio estremamente importante dal punto di vista scientifico e incredibilmente affascinante sotto l'aspetto delle escursioni divulgative naturalistiche. 

 

La flora del parco è caratterizzata da un ampio numero di specie arboree tra le quali dominano il faggio e l'abete bianco, le piante simbolo dell'area protetta. Fin da tempi antichissimi infatti queste due specie hanno reso possibile l'economia di sussistenza montana garantendo una prolungata prosperità alle civiltà che si sono avvicendate nella gestione di queste foreste. La silvicoltura casentinese, iniziata dall'ordine dei monaci camaldolesi nei primi secoli dopo l'anno mille ha permesso lo sviluppo del rinascimento fiorentino garantendo un costante approvvigionamento di legname alle grandi città toscane. Di pari passo si è sviluppata una tradizione di rispetto e tutela di queste foreste che ha permesso la loro salvaguardia fino ai giorni nostri.

In primavera si possono ammirare incredibili fioriture, gigli, orchidee, anemoniviole, campanule e tante altre coloratissime specie di erbe e arbusti mentre in autunno il cambio dei colori della chioma degli alberi richiama visitatori da ogni parte d'Italia.

 

La fauna è altrettanto ricca, a farla da padroni sono i grandi mammiferi, cervi, daini, cinghiali, caprioli e persino mufloni e il loro naturale predatore: il lupo.

Queste foreste infatti hanno permesso una crescita rapida della popolazione di ungulati e conseguentemente la diffusione capillare del lupo oggi presente in gran numero su tutto il territorio del Parco. Meno appariscenti ma altrettanto importanti dal punto di vista naturalistico sono gli uccelli, primo tra tutti il picchio nero che qui vive nella più numerosa colonia di tutta la dorsale appenninica. 

Negli ultimi anni si sono inoltre sviluppati progetti di tutela e ricerca europei che hanno portato allo studio e alla salvaguardia di un gran numero di specie considerate "minori" ma di estrema importanza per gli ecosistemi. Insetti, anfibi, chirotteri e piccoli mammiferi continuano ad essere oggetto di studio da parte dei ricercatori impegnati nei progetti Life e supportati dall'ente Parco. 

 

In ultimo ma non per importanza i funghi, veri e propri custodi delle foreste vetuste, che negli ultimi anni sono stati interessati da ricerche estremamente approfondite e fruttuose che hanno portato, tra gli altri successi, anche alla scoperta di una nuova specie, il  Botryobasidium sassofratinoense  un fungo del legno mai rinventuo in nessuna altra parte del mondo e al quale è stato dato il nome della riserva integrale di Sasso Fratino.

 

 

I SENTIERI

La rete sentieristica è ampissima e ben tenuta. All'interno dell'area protetta si snodano oltre 600km di sentieri segnati e altre centinaia di chilometri di strade forestali e antiche mulattiere. 

I sentieri sono segnati da segnavia bianco-rosso apposti sugli alberi e sulle pietre. La cartellonistica è realizzata in legno per limitare l'impatto ambientale.

Esistono diverse mappe topografiche dei sentieri ma quella che ci sentiamo di consigliare è la carta ufficiale del Parco Nazionale che comprende l'intera area protetta in scala 1:25000 su base IGM e con le doppie coordinate WGS84 e ED50. E' possibile acquistarla presso tutte i centri visita e punti informazioni del parco e nelle librerie specializzate. Molti ristoratori nei pressi dell'area protetta e al suo interno la vendono inoltre nei propri esercizi.

Si raccomanda di seguire esclusivamente i sentieri segnati (bianco-rosso) e non fidarsi dei tanti segni non ufficiali presenti un po' ovunque. Il territorio non presenta particolari pericoli ma la copertura forestale quasi continua rende molto difficile l'orientamento.

 
Monte Falco